domenica 1 gennaio 2012

Repertorio fotografico


Alcune foto e commenti vari originariamente pubblicati sul mio profilo facebook (cancellato da più di un anno). 






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“La diffusione dell’umanità sul pianeta è stata accompagnata dalla creazione di nuovi (artificiali) organi e rivestimenti. Lo scopo dell’umanità è di cambiare tutto ciò che è naturale, un dono gratuito della natura, in quello che viene creato dal lavoro. Lo spazio esterno, l’espansione al di là dei limiti del pianeta, richiede appunto un tale cambiamento radicale. (…) Tutto lo spazio celeste ed i pianeti diventeranno accessibili all’uomo solo quando sarà in grado di ricreare sè stesso dalle sostanze primordiali, dagli atomi e dalle molecole, perché solo allora sarà in grado di vivere in qualsiasi ambiente, assumere qualsiasi forma e visitare tutte le generazioni in tutti i mondi, dal più antico al più recente, il più remoto e il più vicino. (…) La grande prova di coraggio che sta innanzi all’umanità richiede le più alte virtù marziali come l’audacia e il sacrificio di sé, escludendo però ciò che è più orribile in guerra – l’uccisione di altre persone. Il destino della Terra ci convince che l’attività umana non può essere circoscritta dai limiti del pianeta”. Nikolaj Fjodorovich Fjodorov

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"Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo" Giordano Bruno

Ennio Morricone - "Giordano Bruno"
https://www.youtube.com/watch?v=q1V9aWh_BWM

Giordano Bruno: omaggio ad uno spirito prometeico
https://www.youtube.com/watch?v=jMR-s1HLZ90

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“La terra, dipartimentalizzata, non basta più per l’evocazione di un mito avventuroso. E’ il miscuglio detonante costituito dall’alta tecnologia e al tempo stesso dalla conquista spaziale che forma oggi la riserva operativa di immagine mitiche. Non ne costituisce, evidentemente, la sola riserva, ma rappresenta almeno la chiave di volta di un insieme di mitemi, tra cui la tecnica “terrestre” – dell’infinitesimamente piccolo, del cyberspazio, dell’occupazione e sfruttamento del fondo oceanico e delle profondità del mantello planetario – così come le “guerre di liberazione” (militari, culturali, ect.) mantengono a loro volta tutta la loro importanza.


In questa prospettiva, il cinema, lo sport americanizzato, l’elettronica, l’hi-tech possono essere interpretati sotto un angolo radicalmente nuovo: devono vedersi riappropriati da parte della cultura europea, deneutralizzati, reintrodotti nella sfera di culture dirompenti, ricomprese come mezzo di autoaffermazione. Una neocultura moderna, futurista ed europea può soltanto avere la natura di cultura di lotta. Solo attorno ad essa può organizzarsi una nuova dinamica storica e politica.”

G. Faye, Divenire 3

Il grande e prometeico progetto del Cern di Ginevra, con l’LHC, sta lì a dimostrare quali potenzialità avrebbe un’Europa che lavora insieme per un grande progetto scientifico (e di potenza)
http://www.statopotenza.eu/18485/18485

https://www.youtube.com/watch?v=aS1THndozrc&list=FLgOfVLtnCQro&index=30

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"Saremo Cyborg!" Riccardo Campa

"Umanizzazione dell'acciaio e metallizzazione della carne nell'uomo moltiplicato. Corpo motore alle diverse parti intercambiabili e rimpiazzabili. Immortalità dell'uomo!" 

Marinetti











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« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. » GG

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«La più piena e profonda assimilazione del concetto di dovere è necessaria per non cadere nell’afflizione e perdere la speranza, per restare sempre fedeli a Dio e agli antenati, perché l’umanità dovrà superare delle difficoltà di tale portata che terrorizzerebbero anche le immaginazioni più temerarie. Solo un lavoro duro e prolungato ci purificherà nel compimento del nostro dovere, portandoci alla resurrezione e alla comunione con la Trinità dell’Essere, mentre noi rimaniamo, come Lui, persone immortali e indipendenti, capaci di sentire e consapevoli della nostra unità. Solo allora avremo la prova definitiva dell’esistenza di Dio e saremo faccia a faccia con Lui». Nikolaj Fjodorovich Fjodorov


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“La diffusione dell’umanità sul pianeta è stata accompagnata dalla creazione di nuovi (artificiali) organi e rivestimenti. Lo scopo dell’umanità è di cambiare tutto ciò che è naturale, un dono gratuito della natura, in quello che viene creato dal lavoro. Lo spazio esterno, l’espansione al di là dei limiti del pianeta, richiede appunto un tale cambiamento radicale. (…) Tutto lo spazio celeste ed i pianeti diventeranno accessibili all’uomo solo quando sarà in grado di ricreare sè stesso dalle sostanze primordiali, dagli atomi e dalle molecole, perché solo allora sarà in grado di vivere in qualsiasi ambiente, assumere qualsiasi forma e visitare tutte le generazioni in tutti i mondi, dal più antico al più recente, il più remoto e il più vicino. (…) La grande prova di coraggio che sta innanzi all’umanità richiede le più alte virtù marziali come l’audacia e il sacrificio di sé, escludendo però ciò che è più orribile in guerra – l’uccisione di altre persone. Il destino della Terra ci convince che l’attività umana non può essere circoscritta dai limiti del pianeta”. Nikolaj Fjodorovich Fjodorov

L’ultimo confine della Conoscenza è ancora al di là di ogni orizzonte umano. E se l’orgoglio ci fa continuare la marcia, il senso estetico ci fa sperare che la marcia non trovi mai l’ultima mèta: poiché un mondo senza enigmi sarebbe un mondo senza sfide.

E se altri tremano alle sfide della conoscenza, noi dichiariamo di amarle. E le accettiamo. Tutte.

Sergio Gozzoli, "L'Uomo Libero"

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Qui è la chiave: il DNA

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In Thiriart, noi troviamo incontestabilmente un'idea dello Stato, di alta politica (l'Europa unitaria: cfr. "L'Europa: un esercito di 400 milioni di uomini") ed una weltanschauung, una visione del mondo (il comunitarismo nazional-europeo) che si situa nettamente in seno alla scuola neo-machiavellica


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Il figlio dell’orgoglio

L’orda di ominidi errava, compatta contro il vento sferzante.
La brughiera era ignuda, ispida solo
di radi cespugli contorti e di gelidi sassi.

Non frutti, né bacche, né prede per tutto il ruotar dello sguardo.



I maschi marciavano avanti, l’inutile pietra stretta nel pugno,

e le femmine dietro coi piccoli al collo o per mano.

Ancora più dietro, a distanza, 
un a uno si sperdevano i vecchi:
isolati, si lasciavan cadere, e chiudevano gli occhi;
mentre avanti, il branco procedeva incurante.

In mezzo a tutti, UNO SOLLO
si volgeva ogni tanto
A RIGUARDARE I CADUTI:
e un breve tremore scuoteva la pietra
ch’egli portava incassata su un’asta.

Come l’arma, anche lui era diverso dal resto del branco.
Quando era nato, gli anziani 
l’avevan scrutato scuotendo la testa:
in quel piccolo essere, la natura dei padri pareva MUTATA.
Aveva una fronte più ampia,
un naso marcato e sottile,
e più agili membra.
A nessuno piaceva. Ma l’avevan tenuto,
giacchè non era – in quel branco – il primo “diverso”:
da qualche tempo accadeva, che esseri strani 
- più snelli più alti più dritti –
nascessero, a volte, a una femmina o all’altra.
I primi li avevan uccisi.
Ma dopo, curiosi, lasciarono crescere gli altri.
Non davano noia. Obbedivan gli anziani,
e imparavano tutto. Eran forti e veloci,
e quando era il tempo, cacciavan con gli altri,
correndo e uccidendo. No, non davan noia.
Forse, parlavano troppo, stavan troppo tra loro, e 
- quello ch’era più strano – prima di fare alcunché 
si fermavano assorti, come a guardare lontano, 
e a cercare qualcosa dentro di sé.
Qualcosa DENTRO LA TESTA.

Ma QUESTO era ancor più diverso, e , crescendo,
sempre più strano.
Sì, lavorava le pietre,
ma anche le ossa. E spesso sostava, a osservare 
il palpitar delle stelle, i cangianti crepuscoli, i monti lontani,
con quel suo balenìo nello sguardo…
E poi a lungo, assorto, ristava: a cercare
qualcosa DENTRO LA TESTA.

Ora, aveva fissato il suo sasso alla punta di un lungo bastone,
e camminava fra i primi.
Come gli altri era stanco, e affamato.
Avevano errato per giorni, nella morsa d’un inverno inatteso
che aveva spogliato la terra e fugato le prede.
Ma la mèta era prossima, ormai:
sentiva che l’orda, guidata da istinto sicuro,
avrebbe trovato il suo cibo.
Di là dal gran fiume – per l’unico guado
già altra volta percorso – DOVEVANO stare le renne.
E stava la VITA.

Già il crosciar delle acque giungeva all’orecchio, già
alcuni, sul vento, fiutavan l’afrore delle bestie vicine.
E parlavan di carne, e di fuoco, e riposo,
con brevi parole schioccanti di suoni aspri e duri.
Tozzi e forti, un poco piegati in avanti
sui colli brevi e le gambe ricurve,
marciavan ore leggeri, pregustando la preda.
E l’allegrezza correva per l’orda.

Ma ecco – ad un tratto – la marcia si arresta:
da dietro le rocce che fiancheggiano il fiume
una moltitudine d’ombre è uscita a minaccia.
E’ un’altra orda, PIU' FITTA DI MASCHI, 
che sta – PADRONA – sul guado.
E digrignano i denti, e fremono d’odio e di forza,
già caldi di cibo e pronti alla lotta.

L’intero branco, tremò; e lentamente
- prima le femmine, poi tutti gli altri – 
RIMOSSE ALL’INDIETRO.
Verso la fame. Verso un’ineluttabile morte.
Ma non v’era altra scelta, poiché sapevano QUELLA esser la Legge,
da lunghi millenni pre-scritta alla specie
nell’istinto profondo:
“Di là NON SI DEVE passare,
dove la terra è occupata da un più forte padrone”.
Questo sapeva anche il lupo, e la jena,
e il fortissimo orso.
Così, a capo chino, partirono: senza voltarsi più indietro.

Ma il giovane maschio restò, dall’asta puntuta di pietra.
E con lui pochi altri: i “diversi”. E le femmine simili a loro.
Si strinsero in cerchio all’intorno di lui, ascoltandolo attenti:
“Bisogna buttarsi. Passare. Poi correre senza voltarsi.
Fino alle bestie. Fino al cibo, alla vita.
Quelli son tanti, ma sparsi. E non molto veloci.
Solo, bisogna stare vicini. E correndo, gridare:
SPAVENTARE il nemico. IO, primo”. 
E si voltò verso il fiume, soppesando la lancia. 

Così, li rivide: innumerevoli, e orrendi,
le rosse fauci fumanti nel gelido vento invernale,
lo osservavan ghignando di gioia non repressa.
Allora, EBBE PAURA. E l’idea di una morte per fame,
o per freddo, gli appariva adesso più dolce.

Ma un istinto – di colpo – lo scosse,
che lo fece più alto e più dritto.
Qualcosa nel petto, fra il cuore e la gola:
PROVAVA VERGOGNA
DI AVERE PAURA.

Guardò verso L'ALTO, strinse forte la lancia,
e rise d’orgoglio.
Ora, giocondi pensieri di guerra gli gonfiavano il giovane petto.
Gettò un urlo immane,
alzando la lancia,
e balzò verso il guado.

Attonita, l’orda si aprì. Cadde il vento.
Anche il fiume taceva. E tutte le cose ristettero, immote,
COME A PAGARE RISPETTO. 

Perché – QUELLO – era l’UOMO.

Sergio Gozzoli, da “Le radici e il seme”


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"Tra molto tempo – per esempio tra diecimila anni – non c'è dubbio che la scoperta delle equazioni di Maxwell sarà giudicato l'evento più significativo del XIX secolo. La guerra civile americana apparirà insignificante e provinciale se paragonata a questo importante evento scientifico della medesima decade".[1] (da Lectures on Physics, vol. II)

Richard Feynman

https://www.youtube.com/watch?v=A7b_YCVc-tE



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In realtà, noi filosofi e "spiriti liberi", alla notizia che "il vecchio Dio è morto", ci sentiamo come illuminati dai raggi di una nuova aurora; il nostro cuore ne straripa di riconoscenza, di meraviglia, di presagio, d'attesa – finalmente l'orizzonte torna ad apparirci libero, anche ammettendo che non è sereno, finalmente possiamo di nuovo sciogliere le vele alle nostre navi, muovere incontro a ogni pericolo; ogni rischio dell'uomo della conoscenza è di nuovo permesso; il mare, il nostro mare, ci sta ancora aperto dinanzi, forse non vi è ancora mai stato un mare così "aperto"

F. Nietzche

http://www.youtube.com/watch?v=B7iK_fvkWKU

http://www.youtube.com/watch?v=3ufEeAamQoE.


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"Il valore ha bisogno innanzitutto di forza, quindi di un’arma. Che l’Anello sia la vostra arma, se ha tutti i poteri che gli attribuite. Prendetelo, e partite verso la vittoria!”

L’ultimo confine della Conoscenza è ancora al di là di ogni orizzonte umano. E se l’orgoglio ci fa continuare la marcia, il senso estetico ci fa sperare che la marcia non trovi mai l’ultima mèta: poiché un mondo senza enigmi sarebbe un mondo senza sfide.



E se altri tremano alle sfide della conoscenza, noi dichiariamo di amarle. E le accettiamo. Tutte.



Sergio Gozzoli, "L'Uomo Libero"




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"La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste."

Richard Feynman

https://www.youtube.com/watch?v=5Ex__M-OwSA

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"Non nuoce al mistero il saperne qualcosa. Perché la realtà è tanto più meravigliosa di quanto artista alcuno del passato immaginasse! Perché i poeti del presente non ne parlano? Che uomini sono i poeti che parlerebbero di Giove se fosse simile a un uomo, ma se egli è un'immensa sfera ruotante di metano e di ammoniaca restano in silenzio? (da La Fisica di Feynman, vol. I-1, cap. 3-4, 1994, p. 3-9)"

Richard Feynman

https://www.youtube.com/watch?v=5Ex__M-OwSA


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Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora.

Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto." Carl Sagan (da Pale Blue Dot)




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Il sole, la nostra stella sta morendo... 

...

Se una mattina vi sveglierete e noterete una giornata particolarmente bella, allora significa che ce l' avremo fatta. (Capa)










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«Quando ti vedo mi prostro, davanti a te e alle tue parole,
vedendo la casa astrale della Vergine,
infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura».



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« La Terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere nella culla per sempre". »
Konstantin Ziolkovsky

http://www.statopotenza.eu/7279/suggestioni-per-il-nuovo-millennio-il-cosmismo-russo-questo-sconosciuto

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Some celestial event. No - no words. No words to describe it. Poetry! They should've sent a poet. So beautiful. So beautiful... I had no idea.

http://www.youtube.com/watch?v=W-iaY7Cako0&list=FLgOfVLtnCQro&index=15


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“Our country has been fated to become a great cosmic power from the very inception of its statehood. This has been predetermined by the national character of the Russian people, used to thinking in global categories and ready to sacrifice the everyday for an idea. ‘Russian cosmos’ is thus tantamount not solely to the global importance of the country’s space research and industry. It is the question of Russian identity, a synonym of the Russian world. Therefore Russia cannot live without space, cannot dampen its dreams of conquering the unknown that so beckons the Russian soul”. Dmitry Rogozin, “Русский космос “, su Российская газета, il 11.04.2014

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“Unlike the adaptors, who learn the point of cooperation fairly early on, manipulators battle on. And, once all lesser species have been overcome, they are so competitive and predatory that they are compelled to turn in on themselves. This nearly always evolves into tribal competition in one form or another and becomes more and more destructive – exactly like your own history. However this competition is vital to promote the leap from biological to technological evolution. You need an arms race in order to make progress.” http://turingchurch.com/2012/07/03/ragged-trousered-philosopher-great-stories-on-god-and-resurrection/

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eroismo cyborg il futuro degli eroi

https://www.youtube.com/watch?v=Rvqm_1NhgR4


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In realtà, noi filosofi e "spiriti liberi", alla notizia che "il vecchio Dio è morto", ci sentiamo come illuminati dai raggi di una nuova aurora; il nostro cuore ne straripa di riconoscenza, di meraviglia, di presagio, d'attesa – finalmente l'orizzonte torna ad apparirci libero, anche ammettendo che non è sereno, finalmente possiamo di nuovo sciogliere le vele alle nostre navi, muovere incontro a ogni pericolo; ogni rischio dell'uomo della conoscenza è di nuovo permesso; il mare, il nostro mare, ci sta ancora aperto dinanzi, forse non vi è ancora mai stato un mare così "aperto"

F. Nietzche

http://www.youtube.com/watch?v=B7iK_fvkWKU

http://www.youtube.com/watch?v=3ufEeAamQoE.

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"Al momento crediamo che l’unica chiave per la liberazione e l’unificazione della Grande-Europa provenga dalla Russia. Noi vediamo la Russia come il “Piemonte d’Europa”. Voi siete italiani. Sapete del ruolo che ha giocato il regno del Piemonte-Sardegna nel processo d’unificazione italiana, nel Risorgimento. Noi sogniamo un “Risorgimento grande-europeo”.

MOSCA, PIEMONTE DELLA GRANDE-EUROPA? 
Nei primi anni ’80, con Jean Thiriart, abbiamo lanciato la “Scuola Euro-sovietica”, che auspicava l’unificazione – contro gli Stati Uniti e la NATO – della Grande-Europa dall’est all’ovest, l’URSS divenendo il Piemonte di un “Impero Euro-sovietico”, una teoria che da allora ha fatto molta strada ad est.

Il nostro supporto a Mosca, Piemonte dell’Altra Europa, è l’adattamento di questa tesi fondamentale alle condizioni geopolitiche del nuovo secolo. La Russia di oggi, come in passato lo era l’URSS, è l’unica potenza europea veramente indipendente da Washington, la sola ad avere una politica indipendente, veramente eurasiatica e non atlantista. " Luc Michel



La vera Europa è con Putin, senza se e senza ma.


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Non è solo una questione geopolitica: la storia e l'anima di questo popolo custodiscono qualcosa di unico e sovrumano, d'ispirazione per la vera Europa. “Nulla salus extra Russia!”

“Our country has been fated to become a great cosmic power from the very inception of its statehood. This has been predetermined by the national character of the Russian people, used to thinking in global categories and ready to sacrifice the everyday for an idea. ‘Russian cosmos’ is thus tantamount not solely to the global importance of the country’s space research and industry. It is the question of Russian identity, a synonym of the Russian world. Therefore Russia cannot live without space, cannot dampen its dreams of conquering the unknown that so beckons the Russian soul”. Dmitry Rogozin, “Русский космос “, su Российская газета, il 11.04.2014


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"La religione è la preghiera universale di tutti i viventi di fronte alla sofferenza e alla morte, una preghiera per il ritorno alla vita di tutti i defunti. Il Cristo sofferente e risorto è il prototipo di tutti i figli dell’uomo". Nikolaj Fjodorovich Fjodorov

http://www.statopotenza.eu/7279/suggestioni-per-il-nuovo-millennio-il-cosmismo-russo-questo-sconosciuto


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COME SERGIO LEONE 
Da diversi anni ho improntato l’azione politico-culturale allo scopo prioritario di ridare dignità all’Italia e al continente liberandolo dal giogo statunitense, spiegandone le ragioni in diversi articoli e analisi. Questo però non ha fatto e non farà mai di me un fanatico anti-americano. In primis perché sono cresciuto nel pieno degli anni ’90 col mito dell’America, dei suoi film, delle sue città, dei suoi grattacieli, della Statua della Libertà. In secundis perché è solo la Ruota della Storia, che continua e continuerà a girare, che ha trasformato gli Stati Uniti d’America da periferica entità rivoluzionaria - faro della Libertà e del Diritto anche per i nostri Mazzini e Garibaldi - a Impero inevitabilmente vincolato a logiche liberticide e di potenza comuni a tutti gli Imperi della storia. Infine perché gli USA, proprio perché sono il centro dell’Impero, rimangono all’avanguardia e punto di riferimento per i progressi nella scienza e nella tecnica cui ho sempre attribuito un ruolo fondamentale nel generale progresso umano. Ai patrioti italiani tocca quindi il compito vitale di riconquistare la libertà dall’odierno Impero USA e ridare dignità alla nostra nazione senza però raccontare e raccontarsi favole su presunti paradisi perduti o eurasiatici o scadendo in un fanatismo anti-americano che sarebbe solo controproducente a questa stessa lotta portando all’isolamento, all’insignificanza politica e a lidi anti-occidentali di stampo reazionario, passando dalla padella alla brace. Sergio Leone fece grande il cinema italiano, sfidò l’egemonia di Hollywood, eppure i suoi film si fondavano anche su suggestioni dell’immaginario statunitense debitamente italianizzati, cioè riempiti di italico contenuto. Il patrimonio storico-culturale italiano a cui noi patrioti possiamo attingere è immenso (dalla Res pubblica romana alle eroiche lotte risorgimentali) ma oggi possiamo rifare grande la Patria italiana, sfidare il centro dell’Impero, riconquistare la libertà, facendo nostre anche le parole d’ordine della Rivoluzione americana e di alcuni dei suoi miti e traguardi tecnico-scientifici di ieri e di oggi, italianizzandoli, senza nessun sterile e controproducente fanatismo anti-americano, senza alcun timore di incongruenza o di subordinazione al “nemico”, anche perché l’America in fondo l’abbiamo fatta e scoperta noi, italiani in primis. Dobbiamo tornare a pensare in grande, ma senza nutrire più illusioni e fanatismi. Comanda la cruda realtà, la “dinamite”. Solo allora, liberi da sterili inceppi e focalizzata nell’obiettivo, la nostra azione politica potrà dispiegare le ali, diventare qualcosa di incisivo e degno di essere ricordato, come i film di Sergio.


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“Abbiamo intrapreso il nostro viaggio cosmico con un interrogativo radicato nell’infanzia della nostra specie e che ogni generazione si è sempre riproposto, con meraviglia immutata: ‘Cosa sono le stelle?’. L’esplorazione è nella nostra natura. Abbiamo cominciato come viandanti, e lo siamo ancora oggi. Abbiamo indugiato abbastanza lungo le rive dell’oceano cosmico. Siamo finalmente pronti a salpare per le stelle”. Carl Sagan (http://www.youtube.com/watch?v=0G62Rmtz7zg)

https://www.youtube.com/watch?v=5Ex__M-OwSA



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"E quando Alessandro vide l'ampiezza dei suoi domini, pianse, perchè non c'erano più mondi da conquistare". Hans Gruber


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"Solo la scienza, ed uno spirito insieme prometeico, realista e rivoluzionario ci potranno, forse, salvare. E’ anche per questo che, nell’attuale fase storica, vogliamo la sovranità dell’Italia dall’Impero USA. Per difendere i nuovi poli in ascesa del mondo e la spinta modernizzatrice in sempre più ampi strati della popolazione mondiale; per offrire, anche noi, il nostro contributo a questa decisiva, grande sfida, potendo dare un nuovo “Olivetti” della robotica e dell’intelligenza artificiale, un nuovo “Mattei” del nucleare all’idrogeno e delle nanotecnologie, un nuovo “Marotta” dell’ingegneria genetica e degli OGM, un nuovo “Ippolito” della ricerca spaziale e dei viaggi ai confini del sistema solare".

da: http://www.statopotenza.eu/18485/18485

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«La Terra è la culla dell’umanità, ma non si può vivere per sempre in questa culla». Konstantin Tzjolkovskij (17 settembre 1857 - 19 settembre 1935).


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