Non poteva esserci notizia più bella per gli appassionati della ricerca scientifica ed in particolare di quella spaziale. Dopo una settimana contraddistinta dall’euforia per il lancio di Shenzhou-9 con la prima astronauta cinese ad andare nello spazio, un evento che ha ulteriormente dimostrato al mondo la caratura scientifico-tecnico raggiunta dal Drago cinese, un altro splendido annuncio arriva dal sito dell’agenzia spaziale russa Roscosmos.
Il più recente prodotto del multipolarismo della tecnoscienza è infatti il telescopio russo Spektr-R, il più grande mai lanciato nello spazio, finalmente in procinto di terminare i test per la sua messa a punto definitiva.
Lanciato dalle steppe del Kazakistan nel Luglio del 2011, il telescopio permetterà di osservare l’universo e gli angoli più remoti della galassie con una risoluzione straordinaria, mille volte più nitida di quella del telescopio americano Hubble.
Gli astrofisici di tutto il mondo stanno aspettando con trepidazione l’inizio ufficiale dell’attività di Spektr-R: il telescopio russo è stato infatti progettato per spostare i confini della conoscenza umana e cercare di dare delle risposte ai tanti misteri dell’universo e approfondire questioni come quella del vento solare, dei campi magnetici inter-planetari, delle galassie, dei quasar e altri oggetti dello spazio profondo ma anche cercare di rendere finalmente osservabili fenomeni quali la materia oscura e i buchi neri.
Con la messa in funzione di Spektr-R, potremmo trovarci alle soglie di una rivoluzione in astrofisica grazie alla straordinaria mole di informazioni che sarà in grado di fornirci.
Vladimir Bobyshkin è il padre di questo progetto e poco prima del lancio del Luglio del 2011 ebbe a dire: “Molti dicono – ci siamo noi, il nostro pianeta, il sole, la nostra galassia – ma non possiamo essere soli là fuori. Il discorso di mondi paralleli e viaggi nel tempo possono sembrare fantascienza … ma in verità ci dicono che sappiamo solo il quattro per cento sull’universo che ci circonda, e noi ci auguriamo di essere in grado di andare oltre”.
Inizialmente il lancio di Spektr-R era stato programmato per il 1991, ma la caduta dell’Unione Sovietica pose termine ai piani causando problemi finanziari al progetto facendogli subire una brusca interruzione.
Pesante 3.850 Kg, con la sua gigantesca parabola formata da 27 petali in fibra di carbonio, il radiotelescopio Spektr-R è parte di un sistema più ampio di osservazione radio, il progetto “RadioAstron”, a cui partecipa anche l’INAF (Istituto italiano di astrofisica) con le antenne di Medicina (Bologna), Noto (Siracusa) e San Basilio (Cagliari).
La Russia, finalmente tornata stabile e forte sotto la guida di Vladimir Putin, terra natale della filosofia cosmista di Konstantin Ziolkovsky , prima nazione al mondo ad aver inviato un uomo nello spazio con Yuri Gagarin, è ritornata a dare il suo fondamentale contributo all’avventura umana dell’esplorazione spaziale e alla risoluzione dei misteri dell’universo.
Bentornata Russia, le stelle sono più vicine!

Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'