giovedì 29 maggio 2014

Ucraina: il tempo delle provocazioni




Due elicotteri dell’esercito ucraino sono stati abbattuti giovedì dalle forze di autodifesa vicino alla città di Slavjansk, nella regione di Donetsk, ha detto il corrispondente in loco di RIA Novosti. Secondo dei testimoni oculari, gli elicotteri avevano attaccato le posizioni dei sostenitori della federalizzazione. Questi ultimi sarebbero stati in grado di abbattere gli elicotteri con una mitragliatrice antiaerea.
Le autorità ucraine stanno conducendo, da metà aprile, una grande operazione denominata vergognosamente “anti-terrorista”, per sopprimere nel sangue e nel terrore le proteste innescate dal rovesciamento di Viktor Yanukovich e dal colpo di stato che ha avuto luogo dal 21 fino alla fine di febbraio. I combattimenti sono cessati il 25 maggio, giorno delle elezioni presidenziali in Ucraina, per poi riprendere il giorno dopo il voto. La città di Slavjansk viene regolarmente bombardata dall’artiglieria ucraina. Un ultimo sparo ha ferito gravemente almeno nove persone tra la popolazione civile.



LO SCOPO DI WASHINGTON: COINVOLGERE LA RUSSIA A TUTTI I COSTI E TROVARE UNA SCUSA PER UNA NUOVA GUERRA FREDDA
I media della NATO – AFP, Reuters – accusano falsamente la Russia di esserne responsabile e di fornire missili. La loro unica fonte (e permanentemente): o la pagina Facebook del “ministro” Avakov, un truffatore di alto livello già prima del golpe, o quella del “presidente” Turchinov, bugiardo patologico. E la Reuters – che non vede mai i crimini di guerra della giunta contro i civili a Slavjansk o Donetsk – ha scritto: “I separatisti filo-russi hanno abbattuto giovedì un elicottero dell’esercito ucraino nell’Ucraina orientale e le 14 persone a bordo, tra cui un generale, sono rimaste uccise, ha detto il presidente ucraino ad interim Oleksander Turchinov”. “Ho appena ricevuto informazioni che dei terroristi, utilizzando dei missili antiaerei russi, hanno abbattuto un nostro elicottero vicino a Slavjansk. Trasportava dei militari per un ricambio”, ha detto al parlamento.
Coinvolgere la Russia è il principale obiettivo degli americani in Ucraina. A Washington, i falchi, chi vuole una nuova Guerra Fredda, ed i neocon, dominano di nuovo.
Il loro obiettivo è far entrare l’esercito russo nel Donbass per proteggere i civili, sotto la pressione dell’opinione pubblica russa, e l’operazione punitiva nell’est della giunta di Kiev non ha altro scopo. Ciò porterebbe, de facto, alla creazione di una nuova cortina di ferro tra il blocco atlantista e il blocco eurasiatico, isolando definitivamente la UE dalla Russia, politicamente ed economicamente. Come ci ha ricordato, a proposito dell’Afghanistan, il geopolitico Von Lohausen, discepolo di Jean Thiriart, le guerre di Washington in Eurasia sono in primo luogo guerre “contro la Grande-Europa”.



IL TEMPO DEI PROVOCATORI…
Una doppia campagna di provocazioni è pertanto gestita dagli americani:
* Da un lato una sporca guerra, contro i civili russi e russofoni disarmati, è condotta nella parte orientale dell’Ucraina, per spingere Putin ad intervenire;
* Dall’altra, con degli AGENTI PROVOCATORI nella stessa Russia (…) che conducono una campagna per questo intervento, accusando Putin di “tradire i russi dell’est”.
In prima linea tra questi provocatori, uno specialista: l’agente occidentale Limonov, nè nazionale nè bolscevico, che ha animato, proprio fino alla fine di febbraio, il piccolo gruppo (creato nel 2004) “Altra Russia” (sic) – con i liberali Kasyanov e Kasparov, la sinistra di Udaltov e i russi trotskisti – vale a dire i fautori di una “Maidan russa”. A partire dal febbraio 2014 Limonov compie una giravolta di 180°, poco dopo che è uscito di prigione per le sue attività anti-russe al servizio dell’occidente (si vedano, specialmente in Francia, le campagne degli intellettuali filo-USA per la sua liberazione). Mentre una parte di “nazbol” fa campagne per il Maidan a Kiev e contro il ritorno della Crimea alla Russia, Limonov s’imbarca in una campagna provocatoria chiedendo l’intervento russo – proprio quello che sarebbe nei desideri di Washington – e nel reclutamento di volontari. Limonov alimenta una feroce campagna sul “tradimento di Putin”.


PARLIAMOCI FRANCAMENTE: tutti coloro che sostengono questa provocazione in Russia o in Francia, partecipano consapevolmente a un’operazione psicologica che serve direttamente gli interessi degli Stati Uniti in Ucraina e in Eurasia. Putin sa quello che fa ed è nella posizione migliore al Cremlino per giudicare ciò che è possibile e ciò che non è possibile in Ucraina.





Luc MICHEL

(…)

Traduzione a cura di Michele Franceschelli 


http://www.lucmichel.net/2014/05/29/pcn-info-deux-helicopteres-ukrainiens-abattus-par-la-defensee-antiaerienne-de-larmee-du-donbass-a-slaviansk-la-junte-de-kiev-et-les-medias-de-lotan-accusent-a-tort-la-russie/ 

Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'

sabato 17 maggio 2014

“Voglio essere un cosmonauta!”


Il vice primo ministro Dmitry Rogozin, in un recente articolo sulle prospettive della ricerca e dello sviluppo dell’industria e dei programmi spaziali russi, pubblicato ad aprile sulla Rossijskaja Gazeta, ha scritto: “Il nostro paese è stato destinato a diventare una grande potenza cosmica fin dall’inizio della sua fondazione statale. Ciò è stato predeterminato dal carattere nazionale del popolo russo, abituato a pensare in categorie globali e pronto a sacrificare la quotidianità per un’idea. “Cosmo russo” non sta a significare solo l’importanza globale della ricerca e dell’industria spaziale del nostro paese. Ma rimanda all’identità russa ed è un sinonimo del mondo russo. Quindi la Russia non può vivere senza l’universo, non può mitigare i suoi sogni di conquista dell’Ignoto che così seduce la sua anima“. (1)
Le parole di Rogozin trovano conferma nella storia spaziale della Russia (2) che, da Tsiolkovsky (3) a Gagarin, ha scritto alcuni dei capitoli più importanti ed emozionanti dell’appena avviata Odissea Cosmicaumana. Ma la Russia non vuole e non può vivere sugli allori, vuole invece continuare a vergare di proprio pugno i capitoli successivi di questa straordinaria avventura di esplorazione dell’universo e conquista dell’Ignoto che così la seducono e che unisce tutta l’umanità, ora più che mai, in un destino comune (un messaggio di fratellanza cosmica presente anche alla cerimonia di apertura di Sochi). Per fare questo vengono attuati non solo grandi investimenti per le agenzie spaziali nazionali e per i centri di ricerca (da Roscosmos all’Accademia Russa delle Scienze), ma si presta soprattutto grande cura a nutrire continuamente l’anima cosmica del popolo, alimentando l’interesse e la buona attitudine per la scienza e la tecnica, insieme alla meraviglia e al richiamo per quello che ci attende là fuori, nell’Ignoto degli sterminati Oceani stellari.
All’interno di questo clima culturale s’inserisce perfettamente la mostra interattiva intitolata “Voglio essere un cosmonauta!”, ospitata al Planetario di Mosca e aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2014 (4); realizzata in collaborazione con il “Centro di Formazione dei Cosmonauti Yuri Gagarin” in occasione dell’85° anniversario del Planetario, la mostra si propone di rilanciare l’interesse dei giovani e dei bambini (ma anche degli adulti) alla meravigliosa professione dell’astronauta, potendosi osservare e sperimentare in prima persona tutte le fasi di un volo orbitale.
I visitatori devono passare attraverso sette tappe in questo viaggio nello spazio. In primo luogo, devono compilare la domanda di ammissione a cosmonauta, quindi eseguire un test per determinare il loro livello di forma fisica ed intellettuale. Per entrare in orbita infine, hanno bisogno di provare e prendere dimestichezza con quelle moderne attrezzature speciali senza le quali sarebbe impossibile andare nello spazio. Tra queste c’è la tuta spaziale “Sokol”, usata dai cosmonauti nei casi di depressurizzazione della cabina e la tuta spaziale “Orlan”, di circa 110 Kg di peso, che dispone di tutti i sistemi di supporto alla vita ed è progettata per le passeggiate spaziali; una speciale scatola con guanti spaziali permette, infine, di verificare in prima persona quanto sia difficile svolgere un lavoro nello spazio.
Durante la simulazione di volo, gli ospiti possono guardare fuori dalla finestra per vedere la riproduzione di uno spettacolo incredibile, la vista del pianeta Terra dallo spazio. Collocata nella sezione “La Terra attraverso gli oblò”, è una delle parti più spettacolari della mostra. Gli astronauti di ritorno dalle missioni hanno raccontato che la visione della Terra dallo spazio, nella sua straordinarietà, trasmette delle sensazioni uniche ed indelebili in grado di cambiare la visione della vita; i visitatori potranno quindi in parte riprovare quelle emozioni, e pensare al futuro dell’amata Terra, della loro “Culla”, come direbbe il cosmista Tsiolkovsky.
Gli ospiti possono, tra le altre cose, anche collegarsi con la Stazione Spaziale Internazionale, vedere il cibo che si usa nello spazio, eseguire un rendezvous e fare una passeggiata sulla superficie lunare.
Il cosmonauta sovietico Vladimir Dzhanibekov, che ha compiuto cinque voli e due passeggiate nello spazio, ha partecipato all’inaugurazione della mostra e nell’occasione ha detto: “I bambini e gli adulti sono stati portati qui da una domanda: che cosa c’è oltre la settima sfera dell’universo? (…) Auguro a tutti coloro che visiteranno questa mostra, di trovare la propria strada per le stelle e di fare la propria scoperta. Oggi riceviamo dalle lontane profondità dello spazio tali notizie che, probabilmente, molti dei nostri pensieri in fisica e astronomia dovranno essere cambiati al più presto”.
Ulteriori informazioni sulla mostra, sugli orari, i costi della visita e sulle attività didattiche organizzate, sono disponibili sul sito del Planetario di Mosca.


Michele Franceschelli



Note:
1. Dmitry Rogozin, “Русский космос”, 11/04/2014
2. L’eroica storia dell’esplorazioni spaziali russe/sovietiche è raccolta e testimoniata nel Museo dei Cosmonauti a Mosca, ubicato alla base del glorioso Monumento ai conquistatori dello spazio

Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'

martedì 13 maggio 2014

Eurovision 2014: scandalo e manipolazione anti-russa

13 maggio 2014

Le lobby anti-russe hanno truccato il voto popolare di Eurovision 2014. Il vero vincitore è il gruppo folk polacco del compositore russo-polacco Witold Czamara, che è anche un panslavista. Ebbene sì, i popoli d’Europa hanno ancora un sano buon senso. Non le elite marce al potere per grazia dell’imperialismo yankee.
 



“Polemiche sulle votazioni, dopo che è stato rivelato che il pubblico britannico aveva votato come vincitori “Donatan & Cleo” – mentre la giuria le ha posizionate ultime (…) Eurovision 2014, un contesto sempre più litigioso e politicizzato che ha visto le giovani cantanti russe, “Le sorelle Tolmachevy”, venir fischiate da una parte del pubblico”, ha detto ‘The Independent’.


 
L’articolo del “The Independent”
Ci sono state manipolazioni del voto del concorso Eurovision 2014, per trasformarla in un’operazione anti-russa e anti- Putin?
Sì, ha detto il quotidiano britannico “The Independent” l’11 maggio, rivelando che il gruppo folk polacco Donatan & Cleo sarebbe stato il vero vincitore del voto popolare. Ma una lobby politica anti- russa, in accordo con una lobby gay di sinistra, ha manipolato il voto per fare vincere il travestito austriaco anti-russo “Conchita Wurst”!
E il vero vincitore di Eurovision 2014 sarebbe stato il gruppo folk polacco. Esempi di voti britannici, ma anche irlandesi, norvegesi e ucraini, come ha rivelato “The Independent”, lo dimostrano. Anche “l’Olanda e l’Islanda ponevano i polacchi al secondo posto, mentre l’Austria, la Macedonia, la Francia, la Germania e la Svezia” in terza posizione. Questo gruppo polacco che NNK ha supportato (*) …


COSA HA DETTO IL GIORNALISTA JONATHAN BROWN (THE INDEPENDENT) SU QUESTO SCANDALO?
“E’ stata salutata come la vittoria della tolleranza e come una controrisposta agli striscianti attegggiamenti omofobici. Ma, a quanto pare, il grande pubblico britannico era poco innamorato dell’austriaca “donna barbuta”, Conchita Wurst, mentre lo era delle scollature ampiamente mostrate dal gruppo di rustiche sulle zangole, che ha condotto la Polonia al 14 ° posto.
Per la prima volta ieri, gli organizzatori di Eurovision hanno rivelato sia i voti del pubblico che quelli della giuria per ogni pezzo musicale. Così, mentre la giuria britannica dava il massimo dei voti, 12 punti, per la disarmante e pelosa travestita Conchita, ha relegato nel contempo il duo polacco Donatan & Cleoall’ultimo posto.
Le sorelle Tolmachevy ad Eurovision 2014
Eppure, il risultato del televoto nel Regno Unito aveva visto i polacchi nominati come vincitori in fuga. Anche l’Irlanda aveva seguito l’esempio, con il pubblico che in modo simile aveva assegnato il primo posto a “Noi siamo slavi” rispetto all’ultima posizione assegnata dalla giuria.
Il pubblico norvegese e ucraino eramo rimasti anche loro colpiti dal pezzo polacco, votandola come la loro canzone preferita, però anche qui nuovamente contraddetti dai risultati delle loro giurie nazionali che la ponevano, rispettivamente, al 19° e al 25° posto.
Il televoto nei Paesi Bassi e in Islanda aveva classificato i polacchi al secondo posto, mentre in Austria, Macedonia, Francia, Germania e Svezia, al terzo”.


UNA POLITICA ANTI-RUSSA AL COMANDO: “UNA DISCONNESIONE CULTURALE TRA IL VINCITORE POPOLARE E IL FAVORITO DELLE GIURIE”
“The Independent” ha anche detto: “Un portavoce di Eurovision ha negato che questa sia la prova di una disconnessione culturale tra il vincitore popolare e il favorito dai giudici ufficiali, in quello che è diventato un concorso sempre più litigioso e politicizzato che ha visto le giovani concorrenti russe fischiate da diverse parti del pubblico”. “Queste sono le regole del gioco. Naturalmente, a volte, ci sono discrepanze tra la giuria e il televoto, ma questo è ciò che rende l’intero processo ancora più emozionante”, ha detto a “The Independent”.

 
LA CANZONE “MY SLOWIANIE” O “NOI SIAMO SLAVI”: IL VERO VINCITORE
Donatan & Cleo ad Eurovision 2014
“Anche prima che la canzone fosse cantata nella finale di Copenaghen, il video YouTube di My Słowianie o Noi siamo slavi era stato visto per più di 40 milioni di volte su internet – avendo contribuito senza dubbio a questo successo l’essere descritta come “quasi pornografica” da parte dei critici dopo la sua uscita lo scorso anno. La clip presenta anche giovani donne formose in abiti succinti che partecipano ad attività salutari come la cottura, il lavaggio e l’ormai famigerata zangolatura del burro”.


TROPPO SLAVA E TROPPO RUSSA PER LE LOBBY OCCIDENTALI, IL COMPOSITORE DI “MY SLOWIANIE” E’ UN PANSLAVISTA RUSSO-POLACCO
“Donatan è uno dei più famosi produttori hip hop della Polonia con più di 50 album a suo nome. Il vero nome è Witold Czamara, egli è per metà russo, ed ha suscitato polemiche in passato esaltando le virtù del panslavismo e delle conquiste dell’Armata Rossa (…)
La cantante Cleo (del duo polacco Donatan & Cleo) è stata descritta come “una giovane slava, bionda, con il fascino polacco e una voce nera”.
Donatan (Witold Czamara)
La giuria britannica ha attaccato il gruppo polacco e ha cercato di liquidarlo:
“Il conduttore della BBC Graham Norton ha deriso la canzone polacca definendola come un inno femminista” (sic). All’inzio della canzone ha avvertito i telespettatori: “Se vostro nonno si è addormentato, potreste desiderare di svegliarlo. Ho la sensazione che invece potrebbe beneficiare di questo sonno”. Al termine della canzone ha aggiunto: “Non ho mai visto una zangolatura del burro ottenere una reazione del genere prima d’ora” (resic).
“La vittoria di Conchita Wurst è arrivata dopo delle petizioni on-line in Bielorussia, Armenia e Russia – i cui governi hanno approvato l’anno scorso una legge che vieta la ‘propaganda gay’ tra i bambini – che chiedevano di escludere Wurst dalla diffusione nel loro paese. La tolleranza è stato il tema principale dei padroni di casa danesi, con le bandiere del gay pride che sono sventolate nella capitale per gran parte della settimana”.
Ma la lobby gay è solo un pretesto. La realtà che sta alla radice è la russofobia e la propaganda anti-Putin. I politici occidentali dimostrano di essere in grado di arrivare a tutto trascinati dalla loro russofobia. Compresa la manipolazione del voto di Eurovision e la distruzione dell’amicizia artistica paneuropea…


Luc MICHEL

 
(*) Leggi NNK/EUROVISION 2014: Con la Polonia “NOI SIAMO SLAVI”!
http://www.lucmichel.net/2014/05/10/nnk-eurovision-2014-with-poland-we-are-slavic/

Video clip del gruppo polacco con più 40 milioni di visite:
Donatan & Cleo – My Słowianie – Noi siamo slavi (Polonia)


 
https://www.facebook.com/NNK.org 
www.lucmichel.net



Traduzione a cura di Michele Franceschelli
 
Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'

 
Link:
  • Testo della canzone My Słowianie We Are Slavic (polacco e inglese)

  • L’esibizione di Donatan & Cleo ad Eurovision 2014