domenica 18 gennaio 2015

# PCN-SPO / MEETING BETWEEN THE LEADERSHIP OF THE PCN-NCP AND A DELEGATION OF ‘SOCIALISMO PATRIOTICO’ (ITALIA)

Press release /
PCN-SPO / 2015 01 18 /
On January 18 and 19, 2015, a delegation from the Movement SOCIALISMO PATRIOTICO went to Charleroi (Brussels South) to meet with the leadership of the PCN-NCP.
Comrades Stefano BONILAURI, secretary of SP, and Michele FRANCESCHELLI were received at the political offices of Luc MICHEL, president of the PCN-NCP in Charleroi. Also present were the comrades G. Delongueville (Regional Secretary of PCN-NCP Wallonia-Brussels) and J. Vanzeebroeck (PCN-NCP editorial staff).
Long talks, in a relaxed and friendly atmosphere, were held on the following topics:
- The geopolitical situation in Eurasia and Africa;
- The political panorama in Italy;
- The strengthening of the collaboration between SP and PCN-NCP;
- A reinforced joint work between publishing and press structures of PCN-CPN (including The Peoples’ Cause and EDITIONS MACHIAVEL) and SP (STATO & POTENZA)
- The promotion in Italy of the Pan-African international television AFRIQUE MEDIA TV;
- The development of a transnational structure in Eurasia and Africa (« International » style), intended to fight imperialism and neo-colonialism
- The development of the struggle against ultra-liberalism and for the maintenance of social rights of European peoples, threatened by the projects of the US and the EU (including the TAFTA Treaty);
- The support for the process of Eurasian continental unification (the « Second Europe » which carries the destiny of the Continent from Vladivostok to Reykjavik) and for Russia, the center of the global fight for a new world;
- The support for the BRICS, alternative of the future;
- Active support for Pan-Africanism, sister-struggle of the European liberation struggle;
- The refusal of the American vision of the « Clash of Civilizations » and terrorism linked to religious extremism (two ideological twins).
Both parties stressed the need for coordinated action of all forces fighting for a multipolar world and for the liberation of the four continents. Both parties emphasize the high danger of the US offensive in the maintenance of its world domination: No, the 21st century will not be American again!


giovedì 8 gennaio 2015

Luc Michel: L’attentato è “danno collaterale” della sporca guerra degli occidentali in Libia e Siria

8 gennaio 2015


“In quest’attentato, Parigi – con Sarkozy in Libia e con Sarkozy e Hollande in Siria – ha una responsabilità molto pesante. Che rende vergognoso e odioso lo sfruttamento indecente del regime di Hollande dell’attacco contro Charlie Hebdo”


Molti di voi mi chiedono la mia analisi sull’attacco contro la Redazione di Charlie Hebdo a Parigi.
Al di là della commozione e del rispetto per le vittime (la morte del grande Cabu, scoperto agli inizi della mia carriera politica, mi tocca molto), è troppo presto per analizzare correttamente in profondità. Troppi lati grigi, troppe incognite occultano ancora l’attentato. E le teorie cospirative immediatamente sviluppate dai loro soliti propagatori, rendono solo la questione ancora più opaca.
Ma una cosa è certa: l’attentato di Parigi, come quelli precedenti, è un danno collaterale (per parlare come i portavoce del Pentagono). Un danno collaterale della sporca guerra che gli occidentali, Washington, Bruxelles e Parigi, hanno condotto per anni in Libia fino al 2011, e in Siria dal 2011.
Ero a Damasco qualche settimana fa, per la Conferenza Internazionale “Terrorismo ed estremismo religioso”. Ho lungamente esposto le responsabilità del Belgio, ma anche della Francia e degli altri paesi della NATO, non solo nello sviluppo del cancro del terrorismo in Medio Oriente, ma anche della minaccia terroristica in Europa Occidentale (1).
Parigi riceve oggi come un boomerang, i frutti velenosi della sua politica irresponsabile in Medio Oriente.
Il dossier dei jihadisti francesi, così come di quelli provenienti dalla UE, illustra tragicamente la politica incoerente della NATO verso gli islamisti radicali…
Denunciati a Bruxelles o a Parigi. Combattuti in Afghanistan. Ma finanziati e armati come alleati e come fanteria coloniale della NATO in Libia, Siria, Mali, o nel Caucaso contro la Russia.
Tutto questo si sta già pagando, in Afghanistan e in Mali, con il sangue dei giovani europei, offerti al Moloch yankee per condurre una guerra neo-coloniale, che è in primo luogo “una guerra contro la Grande-Europa” (diceva il geopolitico austriaco Von Lohausen)!
L’attivismo terrorista dei jihadisti nel Sahel e nel Maghreb, come in Africa sub-sahariana o in Europa, è la conseguenza di un segnale forte, ed estremamente irresponsabile, dato più di tre anni fa dagli Stati Uniti e dalla NATO: la collaborazione dei servizi speciali della NATO, e soprattutto dalla CIA, dei francesi e degli inglesi, con i leader di al-Qaeda e dell’AQIM, il suo ramo nordafricano, in Libia, in Siria e in Algeria.
Quindi in quest’attentato, Parigi – con Sarkozy in Libia e con Sarkozy e Hollande in Siria – ha una responsabilità molto pesante. Che rende vergognoso e odioso lo sfruttamento indecente del regime di Hollande dell’attacco contro Charlie Hebdo.
Non lo si ripeterà mai troppo: la visione, esempio tristemente emblematico, di un ex detenuto di Guantanamo, leader di al-Qaida in Libia, Abdelhakim Belhadj, insignito dai generali francesi della NATO come “governatore militare di Tripoli”, nell’Agosto del 2011, è stato un pessimo segnale dato a tutti i jihadisti. Lo stesso Abdelhakim Belhadj è stato poi incaricato della missione contro Damasco nel novembre del 2011, alla testa delle reti jihadiste in Siria (che hanno costituito la base dello pseudo Esercito Libero Siriano), con sede in Turchia, i cui campi di addestramento e le cui vie di armamento (2) sono state organizzate in Libia con la benedizione del Consiglio Nazionale di Transizione e dei suoi protettori della NATO.
A questo si aggiungono, nel caso francese, le manipolazioni dei servizi segreti. Già evidenti nel caso Merad, agente dei servizi francesi. Dopo l’attacco contro Charlie Hebdo, gli esecutori sono stati quasi subito identificati. Questo significa che erano stati seguiti strettamente dai servizi francesi …

Luc Michel
NOTE:
(1) Si legga: Ufficio stampa Eode/Conferenza a Damasco/Luc Michel: il caso belga. Come le istituzioni belghe e i media mentono sui jihadisti:
http://www.lucmichel.net/…/eode-press-office-conference-de…/
(2) Si legga: ELAC & Comitati ALAC / La filiera libica del traffico d’armi verso la Siria:
http://www.elac-committees.org/…/elac-alac-committees-la-f…/
Traduzione di Michele Franceschelli
Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'